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PAESAGGI: LA POESIA DEL NATURALE

Michele Zanetti / Giovanni Cesca

TORRE DI MOSTO - 4 MARZO > 26 MARZO 2006

 

Michele Zanetti

Febbraio. Lagune celesti a Sant'Alò

Gennaio. Pioppi solitari a Sindacale

Dicembre. Preludi in via Ponte Romano

Ottobre. Motivo rosso nel blu a Ca' Corniani

Settembre. Cavalcata di cumuli alla Franzona

Ottobre. Tempesta crepuscolare a Villaviera

Settembre... è tempo di migrare. Villaviera

Novembre. Arabesco solare a Caposile

Ottobre. Nuvole in viaggio nell'indaco a Valle Tagli

Gennaio. Chiusura del giorno in rosa e viola a Sant'Alò

Ancora alla fine dell'800 gran parte della costa italiana e parte rilevante delle pianure erano preda di malaria gravissima, grave e leggera; estesissime paludi occupavano e rendevano inutilizzabile per scopi produttivi e insediativi parti estese del territorio nazionale. Il processo della Bonifica Integrale, che attraversa tutta la prima parte del '900, e che realizza uno dei più grandi interventi ambientali su scala europea del secolo scorso, costruisce un nuovo paesaggio con tratti di assoluta originalità sia nel campo urbanistico e architettonico, sia in quello del 'naturale'.

Questo nuovo paesaggio, frutto di una vera e propria epopea maturata nel mito di una nuova frontiera, la conquista di un nuovo spazio vitale della nazione, ha trovato i propri cantori nel Veneto orientale.

Ciò è avvenuto soprattutto per merito di pittori e poeti che hanno fissato le immagini e il sentimento delle nostre terre dal secondo dopoguerra agli anni '70 ; è stato un episodio culturale di grande importanza di cui il nostro territorio oggi poco conosce perché non vi è un museo che raccolga le opere salienti di quegli artisti e perché le mostre e le iniziative che potrebbero illustrarcene la storia e i risultati artistici sono ancora a tutt'oggi scarse e non ordinate in un progetto di ampio respiro.

La mostra "Paesaggi: la poesia del naturale" è il primo di una serie di appuntamenti che vogliono colmare quella lacuna di conoscenza presentando una sorta di guida visiva e sentimentale a quel nuovo paesaggio che il '900 ci ha dato.

La mostra presenta le opere di due artisti che interrogano oggi il paesaggio di bonifica, dopo le grandi trasformazioni che esso ha subito a partire dagli anni '70 con l'irrompere della industrializzazione, dello sviluppo urbano e turistico. Le opere presentate tuttavia non descrivono la distruzione del vecchio ordine, del paesaggio agricolo dei primi anni cinquanta; non descrivono o interpretano i disastri.

L'operazione culturale del pittore di Giovanni Cesca e del fotografo Michele Zanetti è un'altra; essi isolano delle viste nel paesaggio reale di questo territorio, creano in mezzo al grigiore presente, dei "luoghi del naturale" che, a dispetto di industrializzazione e urbanizzazione tante volte selvaggia, per nostra fortuna esistono ancora come "isole del tesoro" e rimandano, rielaborati dalla memoria e dal sentimento, a quegli antichi incanti visivi che la Bonifica ha prodotto nelle nostre terre.

Un dialogo fitto e una ricerca intorno alle permanenze oggi di un paesaggio che c'era, vivo, esteso e le sue caratteristiche per così dire strutturali e sentimentali: che ancora oggi risuona ed evoca non solo la memoria, ma la volontà di ricrearne il senso nel futuro: lo spazio lungo e profondo della Bonifica, la linea dell'orizzonte lontano, gli spettacoli-eventi del cielo in cui le nuvole recitano albe, tramonti, temporali e il loro incombere o accompagnare la vicenda umana e sociale che in questo paesaggio di immensi cieli, reticoli acquei e terre riemerse dalle paludi si è svolta.

Una poesia del naturale che, seppur soffocata da tante voci stonate, ancora permane e che ancora vorrebbe continuare a sedurci in futuro.

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